Nello splendido balcone di Villa Ester a Fermo ha preso forma in queste ore un confronto ad ampio raggio (nonché interessantissimo dibattito senza filtri) con Don Paolo Volpe, celebre sacerdote e docente nelle Marche. Una conversazione che abbraccia i nuovi trend dell’era digitale, il rapporto tra giovani e spiritualità, il ruolo dello sport come bussola sociale. Ma anche le prospettive del Sistema Paese dopo l’addio (il triste addio…) ai Mondiali 2026. Un dialogo che potrebbe confermare a tutti gli effetti come il panorama calcistico resti specchio fedele del Bel Paese e delle sue trasformazioni. Ma andiamo per ordine e scopriamo cosa ha detto in queste ore il grande Don Paolo Volpe di Loreto (in zona Riviera del Conero), ai nostri microfoni.
Giovani, sport e fede nell’era della rivoluzione digitale: un rapporto che cambia…
Il mondo giovanile vive oggi un cambiamento profondo, accelerato dalla rivoluzione digitale che ridefinisce linguaggi, comunicazioni, relazioni e soprattutto modelli di riferimento. Don Paolo Volpe a tutto gas, senza filtri e senza peli sulla lingua, ha osservato durante l’intervista (visibile integralmente sotto) come sport e religione possano ancora rappresentare due pilastri educativi capaci di generare comunità, identità e responsabilità condivisa. Inclusione e socialità possono formare davvero un cocktail perfetto. Che dire… In un contesto che appare sempre più fluido, tra le sfide più importanti quella di ricostruire spazi di ascolto e partecipazione. Open space in cui i giovani possano ritrovare valori autentici (quindi autenticità…) e una dimensione di crescita personale e professionale. Un’intervista senza ‘esclusione di colpi’…
Dopo l’eliminazione della Nazionale Azzurra di Gattuso ai Mondiali 2026: come ripartire insieme come Sistema Paese
L’uscita della Nazionale Azzurra di Gattuso dal tabellone dei Mondiali 2026 ha lasciato un segno davvero tangibile nel sentimento collettivo. Non ci sono dubbi: il tutto confermando quanto il calcio sia specchio del Paese e probabilmente di alcune sue fragilità (come ci confessò negli ultimi anni il grande Arrigo Sacchi, figura celebre del Milan degli Immortali, ai nostri microfoni – FOTO sotto). Per Don Paolo Volpe la ripartenza non può che passare da un rinnovato senso di comunità, dalla capacità di trasformare la delusione in energia costruttiva e dalla volontà di rimettere al centro competenze, merito e visione. E, si spera, anche il nucleo familiare in senso stretto. Che altro aggiungere… Lo sport, dal suo canto, può legittimamente divenire un rilevante laboratorio sociale dove leggere dinamiche, criticità e potenzialità (ancora forse non del tutto espresse…) dell’Italia contemporanea.
Il 2026 e il futuro dell’Italia: verso una società più responsabile, consapevole e inclusiva? Scenario attuale e prospettive future di un Bel Paese (e di un mondo) che cambia
Guardando al futuro Don Paolo Volpe immagina un sistema Paese capace di evolversi attraverso percorsi di responsabilità condivisa, inclusione reale e consapevolezza culturale. La sfida è costruire una società che non lasci indietro nessuno, che vada oltre il concetto di pura digitalizzazione. Un percorso che valorizzi le differenze e che sappia interpretare i cambiamenti globali con coraggio, sincerità e lungimiranza. Un orizzonte possibile solo attraverso un dialogo costante tra istituzioni, comunità educative, mondo dello sport e nuove generazioni. Grazie a Don Paolo Volpe per la disponibilità. Sotto intervista esclusiva video integrale. Fonte immagine sotto Don Paolo Volpe – social.


