La Spagna di Luis de la Fuente sul tetto del mondo con una vittoria totale contro l’Argentina di Scaloni e Messi. Un trionfo assolutamente meritato per gli spagnoli. Ebbene sì, a nostro giudizio la finale di ieri contro l’Argentina di Messi non ha rappresentato esclusivamente un grande successo sportivo (che ha fatto inevitabilmente impazzire il popolo spagnolo), bensì la consacrazione definitiva di un modello (stile Barcellona) che mixa al meglio secondo noi tecnica, coraggio e una nuova generazione senza paura.
DE LA FUENTE, YAMAL, FABREGAS E NON SOLO: QUANDO IL ‘MODELLO SPAGNA’ DOMINA IL MONDO
Lamine Yamal, emblema puro di un futuro già presente, ha guidato una squadra – quella del ‘professor’ de la Fuente – che non ha mai smesso di dominare il ritmo, il possesso e l’immaginazione del gioco. Tutti in piedi per questa spagna. Per noi che amiamo il calcio, il gioco spagnolo è qualcosa di unico. E in Italia, come avevamo già ribadito, un allenatore come Cesc Fabregas è solo da elogiare. Col como il suo modello ‘spagnolo’ ha creato qualcosa di sensazionale, di unico. Ma andiamo per ordine.
SPAGNA-ARGENTINA FINALE MONDIALI 2026: PERCHE’ NOI AMIAMO IL CALCIO E IL ‘MODELLO SPAGNA’…
Giovani ‘sfacciati’, talenti che sono valorizzati in lungo e in largo (Pau Cubarsi tanto per citarne uno..), voglia di imporre ritmo, gioco, pressing e intensità senza paura, senza alcun timore… Eh già, la partita di ieri è stata la fotografia perfetta di ciò che la Spagna rappresenta oggi. Non smetteremo mai di dirlo e ribadirlo… Un calcio che non si limita a vincere, ma convince, seduce e detta legge. Un calcio bello da vedere, molto estetico ed efficace. Il dominio del campo e del gioco sarebbe piaciuto eccome all’indimenticato patron Milan Silvio Berlusconi. “Al Presidente sarebbe eccome piaciuto in panca al Milan uno come Cesc Fabregas (foto estate scorsa in Versilia, ndr), attuale mister del Como”, ci ha confessato nei giorni in esclusiva in Versilia, a Forte dei Marmi, il grande Chicco Evani.
L’ARGENTINA HA PROVATO A RESISTERE CON L’ORGOGLIO DEL SUO CAMPIONE ETERNO, LIONEL MESSI… MA LA SPAGNA E’ TROPPO FORTE
Che altro aggiungere… L’Argentina ha provato a resistere con l’orgoglio del suo campione eterno, Messi, ma la differenza di intensità, idee e freschezza è stata evidente dal primo all’ultimo minuto. E poi l’espulsione di Enzo Fernandez a fine tempi regolamentari ha reso tutto più difficile…
Questo trionfo non è un episodio isolato, vogliamo ripeterlo ancora una volta. Si tratta in poche parole – almeno per come vediamo noi il calcio – di una ulteriore conferma che il calcio spagnolo ha trovato la sua identità più pura, arricchita da una generazione di gente entusiasta, di giovani brillanti e motivati, che non teme il palcoscenico mondiale. La Spagna non ha solo vinto il Mondiale 2026: lo ha dominato. Punto e basta. Chapeau!
Spagna: il calcio che domina e detta le regole del gioco. Altro che il ‘risultatismo’ all’italiana di mister come Max Allegri
Max Allegri è un buon allenatore ma… Cesc Fabregas parlò di ‘risultatismo’. Ce lo ricordiamo tutti.. E a questo proposito la Spagna non fa sconti a nessuno. In Spagna non si parla mai di risultatismo. Siamo da questa parte: perché il bel gioco riesce a vincere e convincere (abbiamo visto tutti la finale di ieri..). Un sistema gioco, quello di de la Fuente, che ha imposto un ritmo impossibile da contenere. Il possesso non è stato sterile, ma verticale, Feroce, sempre orientato a creare superiorità, senza paure e pregiudizi. Senza timore reverenziale. Yamal ha illuminato il Mondiale 2026 con giocate che sembrano appartenere a un’altra dimensione.
Eppure non era al meglio come condizione fisica. Ma la Spagna non è solo Yamal, è inutile nasconderlo. Rodri è qualcosa di unico in mezzo al campo, Cucurella a nostro giudizio uno dei terzini più sottovalutati. Ma anche il resto della squadra ha mostrato una maturità tattica impressionante. La Roja ha trasformato la finale in un manifesto: il calcio spagnolo è tornato a essere eccellenza pura, senza sé e senza ma. Secondo noi una macchina che controlla, crea e colpisce con precisione chirurgica. Chapeau…
Argentina: il cuore di Messi non basta contro una Spagna perfetta
L’Argentina ha provato a costruire attorno al talento infinito di Messi, ma la Spagna ha saputo neutralizzare ogni tentativo di ribaltare l’inerzia. La squadra sudamericana ha sofferto la velocità di palleggio, la densità in mezzo al campo. Così come la capacità naturale della Roja di recuperare palla in zone pericolose. Messi ha regalato pochi lampi stavolta, ma probabilmente è stato l’unico che si è salvato. Che altro aggiungere… la differenza collettiva è stata troppo ampia. La finale ha mostrato una verità semplice: contro questa Spagna, serviva qualcosa di più del genio individuale. E allora.. E’ solo ed esclusivamente grande festa Spagna! Complimenti per il meritato e straordinario trionfo mondiale!
