Giovanni Malagò è ufficialmente il nuovo presidente della FIGC, ormai lo sappiamo: è stato eletto con il 68,58% dei voti e chiamato a guidare la rinascita del calcio italiano (un vero e proprio New Deal) dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. E soprattutto la mancata qualificazione ai Mondiali 2026. Un cambio di vertice che segna in qualche modo l’avvio di una fase decisiva per tutto il movimento. Sarà davvero New Deal? Da parte nostra un sincero e forte in bocca al lupo a Malagò per questa nuova durissima avventura. Lo avevamo incontrato sia al Myllennium Award che in varie circostanze come il Premio Andrea Fortunato 2024 al Coni, complimentandoci a suo tempo con lui per l’ottimo operato.
Un’elezione che segna la svolta: Giovanni Malagò trionfa con un mandato forte
L’assemblea federale ha scelto Malagò con una maggioranza netta: 343.084 voti contro i 145.036 di Abete. Dal loro canto le schede bianche si sono fermate al 2,25%. Un plebiscito che conferma la fiducia delle componenti federali nel suo autentico progetto di rilancio. Il nuovo presidente ha parlato subito di “profondo senso di responsabilità” e della necessità di lavorare insieme. Lo abbiamo sentito in varie circostanze: «Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto».
Quali saranno le priorità del nuovo Presidente FIGC Giovanni Malagò: ricompattare il sistema e rilanciare la Nazionale
Malagò eredita un movimento scosso da tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali. Le sue prime linee guida sono chiare a quanto pare, ovvero ricompattare le componenti federali, impostare un nuovo progetto tecnico (vincente, lo si spera…) e ricostruire il rapporto con la politica sportiva. Tra i dossier più urgenti, da quanto risulta, c’è la scelta del nuovo CT, la riforma del sistema calcio e la valorizzazione dei giovani, del talento giovanile. Un capitolo considerato cruciale e ormai non rinviabile per tornare competitivi a livello mondiale. Mondiale 2026 senza l’Italia è qualcosa di tristissimo.
GIOVANNI MALAGO’ E LA PREVENZIONE SPORTIVA: IL MESSAGGIO
In queste ore la Fondazione Fioravante Polito rinnova gli auguri a Giovanni Malagò, Presidente onorario della Fondazione, per l’elezione alla Presidenza della FIGC. Forte e significativo il messaggio della Fondazione Polito. A distanza di una settimana dall’Assemblea della FIGC, svoltasi a Roma, nel corso della quale Giovanni Malagò, Presidente onorario della Fondazione Fioravante Polito, è stato eletto Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, la Fondazione desidera per l’appunto rinnovare i più sentiti auguri di buon lavoro al neo Presidente.
La Fondazione Fioravante Polito ha avuto l’onore di partecipare all’importante appuntamento istituzionale in qualità di ospite. E’ stata rappresentata dal Presidente Davide Polito e dal Direttore sanitario Dott. Roberto Viceconti. La presenza della Fondazione all’Assemblea FIGC rappresenta motivo di grande orgoglio e conferma il valore di un percorso condiviso fondato sulla promozione dello sport, della prevenzione, della tutela della salute e della crescita delle nuove generazioni.
PARLA DAVIDE POLITO SULL’ELEZIONE FIGC DI GIOVANNI MALAGO’ (EX PRESIDENTE CONI). FOCUS SULLA DISCIPLINA SPORTIVA E SULLA TUTELA DELLA SALUTE
“È stato per noi un grande onore partecipare all’Assemblea della FIGC, un momento di rilevante importanza per il futuro del calcio italiano. L’elezione di Giovanni Malagò, Presidente onorario della Fondazione Fioravante Polito, rappresenta per noi motivo di particolare orgoglio e testimonia ancora una volta il valore di una figura autorevole, da sempre vicina ai principi più autentici dello sport.
A nome mio personale e della Fondazione Fioravante Polito, rivolgo al neo Presidente i migliori auguri di buon lavoro, con la certezza che saprà guidare la Federazione con competenza, autorevolezza e profondo senso di responsabilità”.
La Fondazione continuerà a sostenere con convinzione i valori dello sport. Il tutto promuovendo la cultura della prevenzione, della salute e della formazione dei giovani. Tutto ciò indubbiamente nella consapevolezza che lo sport rappresenti uno strumento fondamentale di educazione, inclusione e crescita sociale. Fonte/Foto F.Polito/social

