Un Andrea Morreale scatenato quello intercettato in queste ore a Roma, a poche ore di distanza dalla sua partecipazione al Processo di Biscardi. Var, tecnologia, metodi e modelli gestionali, classe arbitrale sotto i riflettori. Andiamo per ordine e scopriamo subito cosa ha detto Morreale, noto arbitro, ai nostri microfoni in esclusiva.
APPLICAZIONE TECNOLOGIA E VAR IN SERIE A: ECCO COSA PENSA ANDREA MORREALE, NOTO FISCHIETTO DI GARA. E NON MANCA UN PRONOSTICO SCUDETTO SERIE A 2025/26…
Buongiorno Andrea, ti chiediamo subito cosa pensi del Var?
Secondo me è un’ottima soluzione a quelli che erano grossi errori arbitrali da campo. Il fatto che ora la stiamo estremizzando rispetto ad altri campionati europei è eclatante. Bisogna invece rimanere consoni, senza estremizzare, a quello che è un regolamento che esiste da anni. Dobbiamo in sostanza far sì che gli errori che non vengono visti in campo vengano visti e aiutati da parte del Var. Stiamo estremizzando il tutto, lo ribadisco. E se la questione non sarà ripresa per tempo, ciò ci porterà a qualcosa di molto dannoso per il nostro calcio.
Pronostici scudetto Serie A 2025/26: chi è secondo te la favorita?
Fino a qualche giorno fa rimaneva per me il Milan, senza impegni extra-campionato. Anche se dal punto di vista della rosa rimane quella più debole tra big come Inter e Napoli. Direi tuttavia che come struttura fisica, muscolare, tecnica, l’Inter resta la favorita, con il Napoli leggermente sotto. Antonio Conte? L’allenatore a mio giudizio più forte in assoluto a livello nazionale. Chivu, neofita, ha comunque una squadra strepitosa. Bisogna vedere come reagiranno queste squadre agli imminenti impegni in Champions League. Senza errori o pareggini ribadisco che il Milan può vincere vincere lo scudetto.
MIGLIORI ARBITRI IN SERIE A NEL 2026: PARLA ANDREA MORREALE. ECCO LA SUA CLASSIFICA ARBITRI ITALIANI
Chi sono a tuo giudizio i migliori arbitri attualmente in Serie A?
Secondo me rimane Daniele Doveri come esperienza, come livello fisico, atletico ma soprattutto tecnico. E’ molto umile, parla molto con i calciatori, è attento alle situazioni e si muove bene. E’ uniforme, lascia giocare il giusto, è sempre al centro dell’azione e della partita. In sintesi, è un arbitro vivo. Secondo in classifica metterei Guida e Massa a pari merito, poi a scendere tutti gli altri. Ma ne abbiamo diversi bravi, internazionali, come Sozza, La Penna, Colombo…
Come giudichi il livello della nostra Serie A? Siamo più indietro rispetto ad altri campionati europei?
La Serie A per me non è più indietro rispetto ad altri campionati. Il nostro è un campionato diverso, abbastanza fisico e tecnico. In Inghilterra è molto fisico e un po’ meno tecnico, dunque c’è più agonismo. Quello spagnolo molto più tecnico e meno fisico. Insomma, in Italia abbiamo un campionato per me difficile che mixa fisicità e tecnica. Siamo tra i primi campionati europei con Liga e Premier, con Bundesliga a mio avviso un passo indietro, anche rispetto alla squadra tedesca più forte che è il Bayern. Che dire, non siamo indietro: abbiamo le nostre specifiche peculiarità e caratteristiche…
LAZIO DI SARRI LA SQUADRA PIU’ PENALIZZATA SECONDO MORREALE: UN SISTEMA IN DECADENZA?
Quale squadra è stata finora più penalizzata in Serie A?
La Lazio per me rimane la squadra ad oggi con più torti arbitrali ricevuti. La più penalizzata in assoluto: mancheranno almeno 5-6-7 punti che avrebbero permesso di stare in piena corsa Europa League, ecco.. Non penso ci sia un accanimento verso la Lazio, non credo ci sia alcun sistema contro i biancocelesti. C’è da dire, a tal proposito, che abbiamo un settore arbitrale in decadenza dovuto a una scarsezza e pochezza di personalità. Quindi tecnica, a livello gestionale, dunque di organigramma. E questo porta a far sì che la Lazio non sempre sia in primissima fascia dal punto di vista arbitrale. Per tale ragione nascono poi anche dei problemi tecnici…
In Italia ci sono metodi e decisioni arbitrali molto differenti rispetto ai principali campionati europei? Se sì, quali? Qual è il tuo giudizio complessivo in merito?
In Italia direi che si arbitra un calcio molto più spezzettato, dovuto a una tutela maggiore della persona. Quindi c’è un contatto fisico sempre più ragionato e tutelato. Falli duri ce ne sono ma vengono sempre diciamo tutelati, si prevengono sempre. Ecco perché si fischia molto di più e si usano cartellini in maniera un po’ più ampia. Cosa che non si fa in Inghilterra perché in questo caso si tratta di un gioco più rigoroso e fluido, dovuto a un’interpretazione e regolamento molto più ‘liberi’ relativamente ai falli e al rapporto tecnico. C’è più contatto fisico, ci sono meno cartellini, ciò porta anche a un gioco meno spezzettato.
Cosa contraria in Spagna: qui vediamo un calcio molto più tecnico, si fischia maggiormente. E si va a sanzionare con molti più cartellini anche i contatti. È un calcio assai più spettacolare ma anche qui più tutelato, pur se con molti falli. In Francia posso dire che troviamo una incapacità arbitrale rilevante, a parte qualche fischietto di gara tipo Turpin. Tutto ciò perché in tal caso c’è un calcio tecnico molto scarso a mio giudizio, una fisicità maggiore. Sia i falli che i cartellini sono molto ampi e raddoppiati rispetto a quello che è in Italia.
Si può insomma parlare in linea generale, diciamo così, di uniformità del Var, di una ‘giusta’ tecnologia in relazione ai vari tornei?
Uniformità del Var? Concludo dicendo che in tutti questi campionati il Var varia (scusate il gioco di parole, ndr). E va a rappresentare un supporto d’aiuto in positivo o in negativo rispetto a ciò che il campionato medesimo.
Grazie Andrea per la disponibilità… Grazie a voi…





