Nel corso delle serate delle Olimpiadi del Cuore 2026 (Mattone del Cuore 2026, l’evento benefico di Paolo Brosio), tenutesi nei giorni scorsi ai Bagni Assunta e al Tennis Club Italia di Forte dei Marmi, è emersa una notizia storica di particolare rilievo. Ebbene sì, aneddoti capaci di riportare alla luce le radici culturali e sociali della Versilia. Un fatto assai curioso e interessante a nostro modo di vedere, che possiamo riportarvi integralmente.
Grazie alle testimonianze e alle ricerche presentate nel corso dell’evento benefico in Versilia, è stato in sostanza possibile ricostruire con esattezza la nascita del primo nucleo camilliano a Vittoria Apuana. Stiamo parlando sicuramente di un tassello essenziale, strategico per comprendere al meglio l’origine del San Camillo Hospital. Oggi autentico punto di riferimento sanitario del territorio. Ma andiamo per ordine e scopriamo di più.
Le rivelazioni storiche emerse alle Olimpiadi del Cuore 2026
Nel corso della serata ai Bagni Assunta di Forte dei Marmi, nei giorni scorsi il presidente della Santa Chiara S.r.l., Paolo Spolaore, accompagnato dalla moglie Nadia, dall’amministratore delegato Claudio Altamura e dalla sorella Franca, ha condiviso informazioni decisive sulla storia del San Camillo Hospital. Tali rilevanti rivelazioni sono frutto delle ricerche intense e appassionate di Claudio Lari, musicista e presidente del Comitato “Un secolo di Vittoria Apuana”, che ha ricostruito con rigore cronologico l’arrivo dei primi sacerdoti camilliani nel territorio. Secondo le sue interessantissime e curiose indagini, il primo insediamento ufficiale risale a maggio‑giugno 1926. Nello specifico un gruppo di sacerdoti provenienti dalla parrocchia di Santa Maria Maggiore di Firenze, guidati da Padre Michele Maletti, scelse la spiaggia di Vittoria Apuana per organizzare nel migliore dei modi soggiorni terapeutici estivi.
L’arrivo dei Camilliani nel 1926: il primo nucleo religioso. La ‘scoperta’ alle Olimpiadi del Cuore, evento benefico estate 2026 in Versilia
I sacerdoti camilliani arrivarono in Versilia con la fondamentale mission di offrire vacanze terapeutiche a giovani e religiosi. Tutto ciò, insomma, sfruttando i benefici dei bagni di sole e di mare. Come residenza scelsero gli edifici della S.I.P.E., l’ex polveriera utilizzata prima della Prima Guerra mondiale per la produzione di esplosivi destinati alle cave di marmo di Massa e Carrara e ai paesi delle Alpi Apuane. Tale importantissima ricostruzione permette oggi di celebrare ufficialmente il centenario del San Camillo Hospital. Come dire, è sorto proprio da quel primo insediamento dedicato alle cure elioterapiche.
Dal sito bellico alla Casa di Cura: la trasformazione della S.I.P.E.
Durante la Prima Guerra mondiale, la S.I.P.E. ampliò la produzione di polvere da sparo, munizioni e proiettili per armi leggere e cannoni a lunga gittata. Le foto storiche mostrano chiaramente la presenza della grande ciminiera del sito industriale. Qui oggi sorge la torre campanaria della Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e di San Francesco.
Con la fine del conflitto, l’attività bellica cessò e gli spazi vennero progressivamente destinati a opere di carità e cura. Grazie all’impegno dei Padri Camilliani, l’ex polveriera si trasformò in una Casa di Cura di prestigio, oggi gestita dalla Santa Chiara S.r.l. e dal gruppo francese Clariane, con reparti di Ortopedia, Medicina interna, Odontoiatria, Diagnostica e numerose discipline mediche.
Il centenario del San Camillo Hospital: celebrazioni, curiosità, retroscena e significato
Il 2026 segna un traguardo storico: i cento anni dei Camilliani in Versilia. La ricorrenza sarà celebrata il 14 luglio, giorno dedicato a San Camillo. Il tutto con una grande Santa Messa nella cappella dell’ospedale presieduta dall’Arcivescovo metropolitano di Pisa, Monsignor Padre Saverio Cannistrà, frate dei Carmelitani Scalzi. La coincidenza con il decennale delle Olimpiadi del Cuore rende l’anniversario ancora più significativo ed ‘intrigante’, mixando al meglio elementi quali memoria storica, solidarietà e impegno sociale. Chapeau!
Imprenditori, sportivi, manager e benefattori presenti alle Olimpiadi del Cuore
Alle serate dell’evento, come vi abbiamo riportato nel blog nei giorni scorsi, erano presenti numerosi imprenditori e manager di rilievo, così come sportivi. Personalità di grande spessore come la famiglia Bertola della FBH Spa Group, attiva nello sviluppo engineering per colossi come Amazon e Moncler, rappresentata dall’AD Elìa Bertola.
Tra i presenti anche Giuseppe Di Costanzo, top manager della security del gruppo Q8 Italia, l’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante. Come se non bastasse, il presidente di Xiaomi Hi‑Tech Group Giovanni Fan Zhu e il magnate delle costruzioni Douglas Woo, compagno di studi di Zhu alla Harvard University. Un parterre assoluto, di alto profilo, che ha sostenuto le finalità benefiche della onlus fondata da Paolo Brosio. Che altro dire, un evento che conferma ancora una volta il forte legame tra solidarietà, territorio e memoria storica. Complimenti a tutta la macchina organizzativa dell’evento targato Brosio.
