Addio al grande Evaristo Beccalossi, uno dei talenti più puri e romantici del calcio italiano a nostro sincero giudizio. Purtroppo, notizia di queste ore, è venuto a mancare a Brescia all’età di 69 anni, a seguito di un periodo di condizioni critiche seguite a un’emorragia cerebrale. Bandiera dell’Inter tra gli anni ’70 e ’80, “il Becca” ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore dei tifosi (in primis degli amanti del calcio…) grazie al suo mancino vellutato, giocate incredibili, ai dribbling davvero emblematici e a un modo di interpretare il calcio che oggi molto probabilmente non c’è più.
Il poeta del dribbling che accarezzava il pallone e che ci ha fatto innamorare: il nostro ricordo del grande Evaristo Beccalossi, storica bandiera dell’Inter
Evaristo Beccalossi non era semplicemente un numero 10, non ci sono dubbi, era un artista del panorama calcistico nazionale e internazionale. Gianni Brera lo soprannominò non a caso “Driblossi”, riconoscendo in lui un talento ovvero un genio assoluto capace di illuminare (o meglio ancora risolvere…) le sfide di calcio grazie a giocate imprevedibili, da vere star. Ma anche con dribbling secchi e una visione di gioco fuori dal comune. Un calcio che oggi purtroppo non esiste più. Ebbene sì, con la maglia dell’Inter collezionò 216 presenze e 37 gol, regalando momenti entrati nella storia, come la doppietta nel derby del 28 ottobre 1979, ancora oggi ricordata come una delle più grandi magie del calcio Made in Inter.
Tributo all’ex Inter Beccalossi, un vero Numero Uno del calcio nazionale e internazionale: quelle risate a Milano Marittima e in Umbria…
Il nostro tributo non può sinceramente non andare a chi ha racchiuso alla perfezione l’essenza di un campione, di un fuoriclasse, di un mago che accarezzava il pallone con uno stile, per l’appunto, unico e inimitabile. Lo abbiamo incontrato più volte e intervistato (sotto una nostra intervista video), non solo a Milano Marittima (direzione Vip Master Tennis), ma anche al Gran Galà Calcio Umbro Top11 ad Assisi, al Golf Club nel Conero, e al prestigioso premio nazionale celebrativo della Zona Cesarini.
Beccalossi, Evaristo bandiera nerazzurra per sempre… Fuoriclasse Assoluto negli almanacchi del calcio! Ciao Becca, grazie di tutto…
Arrivato all’Inter nel 1978, Beccalossi fu protagonista dello scudetto 1979‑80 e della Coppa Italia 1981‑82. Tutto ciò contribuendo con il suo stile – come detto unico e ineguagliabile – a riportare entusiasmo, energia e fantasia in una squadra che cercava veramente un leader creativo. Nonostante una carriera segnata talvolta da alti e bassi, pur rimanendo sempre un grande fuoriclasse, il suo legame con l’Inter è rimasto eterno. E lo rimarrà per sempre. I tifosi lo hanno sempre considerato un emblema puro, identitario di appartenenza. Un individuo, una star del calcio capace di incarnare l’anima romantica del pallone nostrano.
CIAO BECCA! ADDIO GRANDE EVARISTO
Anche dopo il ritiro, Beccalossi ha continuato a vivere il pallone anche come dirigente e opinionista, in tv e non, mantenendo intatta la sua autenticità e la sua straordinaria idea (visionaria) di calcio. Oggi il mondo del calcio piange non soltanto un campione, occorre ribadirlo ancora una volta, bensì un’icona che ha reso il gioco più bello, più umano, più vero. Ciao Becca, sarai sempre un Numero Uno. Ciao grande Evaristo! Sotto una nostra storica intervista in Romagna al Becca.
