Verona-Milan tra accuse social di “anticalcio” e quel pizzico di nostalgia: l’indimenticato patron Silvio Berlusconi, amante del bel calcio e del bel giuoco, avrebbe accettato un Milan così? Un interrogativo che alcuni si pongono. Ma andiamo per ordine e facciamo il punto post Verona-Milan, match vinto dai rossoneri per 1 a 0 grazie al gol di Rabiot.
MILAN VINCE A VERONA: SECONDO POSTO IN SERIE A MA IL GIOCO NON CONVINCE TUTTI… PATRON BERLUSCONI AVREBBE ACCETTATO UNA PERFORMANCE COME QUELLA DI VERONA?
Il successo per 1-0 sul campo dell’Hellas Verona porta tre punti al Milan ma accende il dibattito. Sui social piovono accuse di “anticalcio” e di squadra che “gioca come una provinciale”. Eh già… tra qualche tifoso inizia a serpeggiare una domanda, per certi versi scomoda ma al tempo stesso legittima: l’indimenticato patron Silvio Berlusconi avrebbe mai accettato un Milan che si accontenta del minimo sindacale contro una modesta Verona, sempre più destinata alla retrocessione? E’ quasi un ‘dilemma’…
Un Milan da 1-0: pragmatismo necessario o quasi un “tradimento” dell’eredità Silvio Berlusconi?
Il match Verona-Milan è stato lo specchio di un’idea di calcio molto diversa da quella che ha reso leggendaria l’era berlusconiana. Vincere e convincere, dominio del campo e del gioco: Berlusconi avrebbe portato, a nostro giudizio, Cesc Fabregas sulla panchina del Milan. Alcuni ne hanno parlato anche durante una delle ultime puntate del famoso ‘Processo di Biscardi‘. Con Allegri pochi rischi, gestione del vantaggio, poca brillantezza offensiva e un Leao spalle alla porta che, in alcune parti della stagione, è sembrata a tratti ‘una bestemmia’. Ebbene, secondo alcuni un copione tutto particolare, che sui social è stato bollato come “anticalcio puro”.
Allegri buon tecnico ma il bel calcio è altro…
Allegri resta un buon tecnico ma… In un contesto in cui il brand Milan è storicamente legato al bel gioco, alle goleade, al bel calcio e allo spettacolo europeo dell’era Berlusconi, l’1-0 sofferto contro una squadra in lotta per la salvezza stona con la memoria collettiva dei tifosi.
Berlusconi ha sempre rivendicato un Milan dominante, capace di imporre il proprio gioco a prescindere dall’avversario. Alla faccia del risultatismo in pratica… L’idea di una squadra che si chiude, amministra e gestisce il vantaggio, e si accontenta potrebbe essere letta come un tradimento, per certi versi, di quella filosofia. Ecco perché il malumore social non è solo sfogo del momento, bensì diviene a nostro sincero giudizio il sintomo di una frattura identitaria. Ebbene sì, tra il Milan che è e il Milan che, nell’immaginario berlusconiano, dovrebbe sempre essere.
Allegri, il risultato prima di tutto: il parallelo scomodo e il possibile giudizio dell’indimenticato patron Berlusconi… Ma la qualificazione Champions League 2026/27 è… obiettivo raggiunto per il Milan di Max
La stagione di Massimiliano Allegri, simbolo del calcio pragmatico e del risultatismo (come direbbe il grande Fabregas al Como), fa da sfondo ideale al confronto. Il suo mantra “contano i risultati” ha spesso diviso l’opinione pubblica: da un lato la solidità e la difesa, dall’altro la sensazione di un calcio poco spettacolare e poco convincente sul piano del gioco. Ma… magari Allegri sarà chiamato in Nazionale nel post-Gravina e post-Gattuso. Che altro aggiungere…. Il Milan visto a Verona sembra avvicinarsi pericolosamente a quella stessa logica: prima il risultato, poi tutto il resto. Un approccio che può portare punti, ma rischia di logorare il rapporto emotivo con una tifoseria abituata a sognare. Ma, dobbiamo dirlo… la Champions sarà un obiettivo raggiunto. Fermo restando le deludenti performance in Coppa Italia e Supercoppa Italiana…
Berlusconi, che amava ricordare come il suo Milan dovesse “divertire e vincere”, probabilmente guarderebbe a tratti con sospetto a una squadra che rinuncia alla bellezza per il semplice 1-0. Il calcio, a nostro avviso, è anche estetica e amiamo il calcio bello, quello di berlusconiana memoria. Non si tratta di negare il valore dei tre punti, ci mancherebbe altro. Allegri è un valido allenatore ma… occorre chiedersi quale identità tecnica e culturale il club voglia incarnare. E vedremo anche cosa succederà dal punto di vista della pianificazione futura… La domanda resta aperta e a nostro giudizio appare legittima: questo Milan, tra accuse social di “anticalcio” da parte di alcuni sostenitori e vittorie di corto muso, è ancora fedele allo spirito del suo patron più iconico? Nella foto anteprima il grande Franco Baresi (emblema del Milan di Berlusconi) in un recente evento nelle Marche

