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Italia, Gravina, Gattuso: addio Mondiali 26! Quando Sacchi disse..

Bosnia–Italia, un’altra notte senza… Mondiale! E nel giorno degli 80 anni del grande visionario Arrigo Sacchi (“Il Profeta di Fusignano”) probabilmente comprendiamo, una volta per tutte, perché continuiamo a restare indietro. Andiamo per ordine e scopriamo di più.

GATTUSO, GRAVINA, BUFFON, BONUCCI E NAZIONALE: FALLIMENTO TOTALE? MONDIALE 2026 SENZA LA NAZIONALE AZZURRA NON E’ UN VERO MONDIALE…

L’Italia di Gattuso resta fuori dal Mondiale. Ancora una volta. E’ incredibile. Un incubo… La sconfitta contro la Bosnia dell’immortale Dzeko non è soltanto un risultato negativo. E’ l’emblema totale di un movimento che fatica a rinnovarsi, a produrre idee, a generare coraggio, giovani talenti…. Una disfatta che pesa più delle precedenti perché arriva dopo anni di segnali ignorati, di allarmi lanciati e, probabilmente, mai davvero ascoltati. E paradossalmente, proprio oggi, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, una delle voci più lucide del nostro calcio torna più attuale che mai: Arrigo Sacchi (Tanti Auguri Maestro!). Lo abbiamo intervistato in più circostanze negli ultimi anni. E le sue parole sembrano acquisire oggi un significato ancor più profondo ed emblematico… Ora capiremo il perché, riproponendo quel suo interessante discorso nelle Marche…

BOSNIA-ITALIA: UNA NAZIONALE AZZURRA CON LIMITI STRUTTURALI. ADDIO MONDIALI 2026. SARA’ RIFONDAZIONE TOTALE AI VERTICI DEL NOSTRO CALCIO?

Non vogliamo attribuire colpe specifiche. O meglio, come direbbe il grande Julio Velasco, nelle sconfitte, nelle difficoltà bisogna trovare i motivi, non il colpevole. Ebbene sì, la partita deludente, triste, in Bosnia ha mostrato tutti i limiti strutturali della Nazionale. E’ questo il nostro sincero giudizio. Poca intensità, poca aggressività (ovviamente non va tralasciata l’espulsione di Bastoni..), nessuna capacità di comandare il gioco.

È, con tutta probabilità, il punto esatto su cui Sacchi insiste da anni: il calcio italiano, ci ha detto in più circostanze nelle Marche, è spesso il riflesso di un paese che fatica a tenere il passo del mondo. “Il mondo va a delle velocità per noi impensabili”, ci aveva confidato nella nostra intervista esclusiva durante le sue recenti apparizioni nelle Marche, tra Jesi, Macerata e Potenza Picena, anche in occasione della presentazione del suo libro Il Realista Visionario.Parole che oggi suonano, quasi, come una diagnosi perfetta della disfatta azzurra.

L’Italia ha rincorso, mentre la Bosnia ha comandato. E rincorrere, nel calcio moderno, significa spesso perdere. Sacchi lo aveva fatto capire con una determinazione disarmante. Eh già, aveva fatto ben comprendere come le squadre italiane non abbiano mai giocato davvero in undici. Sono troppo spesso molto preoccupate di stare con tanti giocatori in difesa, sperando poi nel contropiede. È avvilente correre sempre dietro l’avversario. È esattamente ciò che è accaduto. Una Nazionale timida, incapace di imporre ritmo e idee, prigioniera di un calcio che non evolve.

ARRIGO SACCHI, GLI ALLENATORI STRATEGHI E.. QUEL CALCIO CHE NON RIESCE AD EVOLVERSI…

Nella nostra lunga conversazione, Sacchi aveva ad esempio parlato anche di Luciano Spalletti, definendolo uno dei pochi strateghi del panorama italiano. “Luciano è un ottimo allenatore, fa parte della categoria degli strateghi. Con il Napoli ha vinto con degli sconosciuti. In Nazionale nessuno è un mago…”. Un’analisi che oggi appare quasi profetica: Spalletti ha provato a dare un’identità, ma senza tempo, senza giocatori affidabili, senza un movimento che lo sostenga, anche il miglior stratega rischia di restare intrappolato.

Sacchi aveva citato anche Italiano, uno dei tecnici che più apprezza: “Italiano (oggi al Bologna, ndr) cerca di fare un calcio di comando nella sua Fiorentina”. Quel calcio di comando che alla Nazionale è mancato completamente. E aveva parlato di Giampaolo, di Sarri, di Thiago Motta, di quella piccola nicchia di allenatori che provano a cambiare il paradigma. Quella ‘nicchia’ che lui definisce stratega… Ma il sistema, nel suo complesso, resta ancorato a un’idea antica, prudente, difensiva. E quando un tattico incontra uno stratega, ricordava Sacchi citando Sun Tzu, “per il tattico è subito odore di sconfitta”.

NAZIONALE AZZURRA: UN PROBLEMA CULTURALE, IDENTITARIO? NON SOLO TECNICO…

Il problema non è solo tecnico. È culturale. Come dire, identitario. È un paese calcistico che ha smesso di produrre coraggio, che non investe troppo sulla formazione, che non crede nella bellezza del gioco. Sacchi lo ripete da una vita: “Il calcio pretende di avere undici giocatori. Tutti dicono di averli, ma non è così”. Questo in sostanza il messaggio allarmante, in tempi “non sospetti”, del grande Sacchi… E la Bosnia, con organizzazione e intensità, lo ha dimostrato: con idee e intensità si vince.

Oggi, mentre l’Italia si risveglia con un’altra esclusione mondiale, Sacchi compie 80 anni. Un traguardo che coincide con un paradosso: l’uomo che ha rivoluzionato il calcio italiano è ancora il più moderno di tutti. Il più visionario probabilmente. E’ il.. più avanti. Il più europeo. E forse anche il più inascoltato, a nostro giudizio. “Purtroppo l’Italia è un paese che nei vari ambiti spesso non si dimostra all’altezza, non soltanto nel calcio che è riflesso della cultura e della storia di un paese. La nostra storia è stata eccellente fino ai romani, dopo direi proprio di no. Non riusciamo in tal senso e ci muoviamo con difficoltà”, ci aveva detto il grande maestro Arrigo Sacchi. Meritocrazia, talento, parole troppo spesso dimenticate?

Nel giorno del suo compleanno, il suo messaggio torna più forte che mai: il calcio è coraggio, collettivo, cultura, evoluzione. Non si vince aspettando, non si cresce difendendo, non si costruisce futuro senza idee. Senza una pianificazione vera. L’Italia, oggi, paga tutto questo: lo dimostra l’ennesima eliminazione Mondiale. E mentre il Mondiale resta utopia, le sue parole restano lì, come un monito e un invito: tornare a essere protagonisti, non semplici e pure comparse.

Buon compleanno, Arrigo. Ottant’anni e ancora il più giovane di tutti. Ah, ci disse anche: “Non fare magari solo difesa eroica e contropiede… Questo si faceva nel 1955 e il calcio a tal proposito ha bisogno di avere un’evoluzione se vuole essere al passo con i tempi, interessante e nel contempo estetico. E’ essenziale che i nostri stadi si riempiano attraverso la bellezza“. W il calcio estetico, nel nostro blog lo ribadiamo da tempo… Altro che risultatismo vogliamo, noi, aggiungere…

ESISTE AD OGGI UN NUOVO ARRIGO SACCHI? GATTUSO ABBADONERA’ LA NAZIONALE AZZURRA? E GRAVINA?

Per concludere la nostra intervista, negli ultimi anni gli avevamo chiesto: esiste ad oggi un nuovo Arrigo Sacchi o un nuovo Milan degli Immortali? In tal senso si avvicinano il City di Guardiola e il Real di Ancelotti? “Io penso di aver fatto delle cose semplicissime. Ma in questo paese a far cose semplici devi essere un eroe… Credo Guardiola e Ancelotti non abbiano bisogno che io dica che sono dei grandi. Lo sono certamente, e hanno saputo dare un grande contributo al calcio…”. A buon intenditor poche parole. Intanto, staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni dopo questo fallimento totale. Che altro aggiungere… Con tutta onestà… Complimenti alla Bosnia per la qualificazione.

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Daniele Bartocci

Giornalista iscritto all'ordine, vincitore di illustri premi di giornalismo, comunicazione e food in Italia, eletto tra i personaggi più influenti dell'anno 2023 (Premio 100 Eccellenze Italiane a Montecitorio - Camera Deputati). Inserito nella Top 40 Under 40 2025 delle personalità più influenti dell'anno (Business Elite Awards 2025). Tra i riconoscimenti il premio miglior giornalista giovane 2024 alla cerimonia del Renato Cesarini, il premio miglior blogger sportivo 2020 e 2022 (Blog dell'Anno), il premio Giovanni Arpino Inedito di Torino 2020 e il premio Myllennium Awards, premiato da Presidente Coni Malagò e da ex Ministro Sport Spadafora, nel 2020 e anche nel 2019. Riceve il Premio Giornalista dell'anno nel 2021 a Milano (Le Fonti Awards) e Professionista dell'Anno Comunicazione e Giornalismo presso Piazza Affari - Borsa di Milano in occasione di Innovation&Leadership Awards 2022. Tra le eccellenze italiane del food, vincitore premio in memoria Regina Margherita 2022 (a Gressoney Saint-Jean), premio Food and Travel Awards 2022 e nella top10 BarAwards di Milano dei migliori professionisti italiani impegnati nello sviluppo business canale Ho.Re.Ca nel 2022. Nella top3 under 40 del Premio Giornalistico Ussi Lo Sport e chi lo racconta 2022 (in memoria di Franco Lauro). Giudice del programma tv King of Pizza sul circuito Sky, del format Spaghetti Arselle Awards in Versilia e in giuria al celebre premio Emergente 2025. Eletto Professionista dell'Anno 2023 Food Business, Communication & Journalism a Milano e vincitore del Premio 5 Stelle d'Oro della Cucina Italiana 2024. E' vincitore di altri riconoscimenti di settore come Premio Internazionale Pietro Mennea 2024 ('Riscatto e Resilienza'), premio Global Awards Recognition 2024 e 2025, Star People Award (Teatro Muse Roma) e inserito nella Top30 BarAwards 2023, 2024 e 2025 (dedicata ai migliori professionisti horeca/brand ambassador food/beverage...). Un suo articolo viene premiato al Football Film Festival (Offside Festival 2024 Milano) tra i migliori articoli e racconti sportivi online dell'anno. Vincitore del Premio Andrea Fortunato 2024 al Salone d'Onore del Coni e Primo Premio Giornalismo Sportivo Simona Cigana 2024. Premiato in Campidoglio a febbraio 2025 col Premio Parola d'Oro per la comunicazione responsabile e inclusiva. Tra i vincitori Racconti Sportivi 2025 (Historica) al Teatro Mazzacorati di Bologna. Vince anche il Premio Speciale di Filosofia 2025 a Certaldo. E' tra i premiati al premio nazionale La Ginestra 2025 di Firenze e al premio AlberoAndronico 2025 (sport) in Campidoglio. Riceve il premio speciale durante la prestigiosa cerimonia 'Premio Eccellenza Italiana 2025' in Senato.