Grande attesa per Bosnia-Italia, match delicatissimo da dentro o fuori. Un solo imperativo per gli Azzurri di Gattuso: vincere e andare ai Mondiali 2026. Non ci sono scuse… Tanti discorsi andrebbero fatti ma… conta solo fare risultato in questo momento!
NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO VERSO I MONDIALI 2026: NON CI SONO PIU’ I TOTTI, I BAGGIO O I DEL PIERO MA… NEMMENO GIOCATORI CHE SALTANO NETTO L’UOMO…
Ebbene sì, nel calcio moderno l’imprevedibilità è un’arma decisiva. Ciò vale soprattutto quando i match si bloccano e serve un guizzo individuale per cambiare l’inerzia. La nostra Nazionale, però, continua a mostrare un limite evidente: non ci sono giocatori capaci di saltare l’uomo in maniera netta ovvero con continuità, né sulle fasce né tra le linee. Un problema che incide sulla produzione offensiva a nostro sincero giudizio. E che rende inevitabilmente l’Italia meno pericolosa, meno creativa, più prevedibile rispetto alle grandi potenze europee.
Focus Qualificazioni Mondiali 2026. Bosnia avversario ostico. L’Italia di Gattuso? Organizzata dal punto di vista tattico ma priva di veri dribblatori
Gattuso non può avere colpe in questo momento. D’altronde sta facendo un buon percorso. La struttura tattica della squadra è solida, il possesso palla è spesso ordinato (anche se la manovra sembra piuttosto lenta). La fase difensiva rimane a nostro giudizio uno dei punti di forza (Donnarumma in porta è una garanzia). Tuttavia, quando si tratta di creare superiorità numerica, emergono tutte le difficoltà. Gli azzurri non dispongono di interpreti in grado di puntare l’avversario nettamente, superarlo e aprire spazi al top per gli inserimenti o per la finalizzazione.
Tale rilevante mancanza (ancor più significativa nel calcio di oggi) costringe la manovra a svilupparsi in modo prevedibile, con scambi corti e pochi strappi. Nel calcio internazionale, dove ci sono avversari molto forti, solidi e veloci, l’assenza di un giocatore che salta l’uomo diventa a tutti gli effetti un limite strutturale, specie nelle gare ad alta intensità. La Serie A (molto più lenta e meno intensa di campionati come Premier League o Liga) di certo non aiuta molto in questo aspetto. Almeno questo è il nostro modesto punto di vista.
Il confronto con le big europee evidenzia il divario
Guardando alle principali nazionali europee (Spagna, Francia, Inghilterra e non solo…), il gap tecnico è evidente. Francia, Inghilterra, Spagna e Portogallo, tanto per fare qualche esempio, possono contare su più profili capaci di rompere le linee con un dribbling secco o un’accelerazione improvvisa. Queste squadre hanno esterni e trequartisti che vivono dell’uno contro uno, che attirano raddoppi e liberano compagni.
L’Italia, invece, continua a basarsi su un gioco collettivo efficace (a livello tattico siamo con tutta probabilità i numeri uno al mondo, e abbiamo grandi tecnici). Ma senza quel talento individuale, lo ribadiamo, che accende la fase offensiva… Il risultato è una Nazionale che magari costruisce anche discretamente bene ma fatica a finalizzare. Un team azzurro che arriva ai 20 metri ma può non trovare la giocata decisiva senza individui rapidi che saltano l’uomo nei momenti in cui il match è bloccato. Senza un dribblatore naturale, la prevedibilità diventa un ostacolo difficile da superare. E questo aspetto ai Mondiali 2026 non è da sottovalutare… Che altro dire… Forza Azzurri! Tutto il popolo italiano tiferà per voi! Forza… Andiamo ai Mondiali!!! Di questo e di altri aspetti relativi ai Mondiali si è discusso in occasione della puntata di ieri mattina sulla nota emittente Radio Radio Mattino Sport & News, con il giornalista e conduttore Francesco Caselli, in radiovisione nazionale. Ospite l’ideatore del presente blog.
