Il 2026 è un anno di svolta per il settore alimentare: lo avevamo già anticipato nel corso degli ultimi mesi. Ebbene sì, una vera svolta tra attenzione alla salute, sostenibilità concreta e voglia ‘pazza’ di experiences gastronomiche ancor più decise, forti autentiche. Il cibo in questo 2026 diviene sempre più identità, scelta consapevole e piacere quotidiano. Consapevolezza e responsabilità sociale connubio vincente per il settore alimentare 2026. Eh già, aziende, brand, ristoranti e produttori sono chiamati a innovare senza perdere di vista trasparenza e storytelling ovvero senza rinunciare alla qualità, alla genuinità.
Cibo funzionale e quotidiano: salute vera senza alcun estremismo
Il primo grande trend del 2026 che può essere considerato è quello relativo al cibo funzionale “normale”, integrato nella dieta di tutti i giorni. Non più solo superfood di nicchia in buona sostanza, bensì prodotti svariati di uso comune arricchiti con proteine, fibre, probiotici e ingredienti naturali. Tutti elementi pensati per supportare energia, digestione e benessere mentale. Da un lato snack “intelligenti” vanno sempre di moda, dall’altro bevande specifiche con benefici dichiarati e piatti pronti più bilanciati rispondono al nuovo concetto di customer satisfaction 2.0. Come dire, rispondono al meglio a consumatori che vogliono stare bene senza rinunciare al gusto, alla genuinità per l’appunto.
Sostenibilità concreta e ritorno alla genuinità: benessere parola d’ordine
Riguardo ad alcune tendenze settore alimentare 2026, nell’anno in corso la sostenibilità smette di essere solo slogan, come vi avevamo anticipato nel corso dei mesi. E diventa a pieno ritmo una scelta pratica, consapevole: meno sprechi, packaging ridotto, filiere più corte e valorizzazione dei produttori locali. Il tutto nel segno ‘Zero Waste’ (spreco zero). Crescono frattanto interessanti format che puntano dritti su ingredienti semplici, stagionali e riconoscibili. E il fattore ambientale deve essere sempre preso in considerazione: d’altronde i consumatori sono sempre più attenti e sensibili all’ecosistema circostante (al suo rispetto, al benessere!!!!).
Lo storytelling nel cibo è fondamentale per il 2026
Dal loro canto ristoranti e realtà imprenditoriali raccontano l’origine dei prodotti in modo chiaro e verificabile. Storytelling multisensoriale? E’ sicuramente un’arma vincente per le strategie aziendali. Raccontare il cibo in tutte le sue sfaccettature, descrivere i vantaggi, i punti di forza, i ‘particolari segreti’ diviene ancor più essenziale per differenziarsi o sbarazzarsi dalla concorrenza. Parallelamente, si consolida il ritorno alla cucina genuina. Tutto ciò con ricette tradizionali rivisitate in chiave moderna.
“ALTRO CHE NOVEL FOOD”, DIREBBE IGLES CORELLI (CHEF STELLATO MICHELIN)
Come dire, meno artifici, più materie prime vere, autentiche, originali. Insomma, porzioni ragionate, all’insegna del gusto, e un’idea di piacere gastronomico più consapevole che spettacolare. Che altro dire… Come sempre w il cibo d’eccellenza Made in Italy. Altro che novel food, direbbero alcuni… “Novel food? Sono solo mode”, ci disse in Romagna il grande Igles Corelli. Sotto una nostra intervista esclusiva recente a Igles Corelli, noto chef stellato Michelin (di recente ospite del bel programma Recensioni del Terzo Tipo (con Dj Mitch, nome d’arte di Giovanni Mencarelli, voce storica di Radio 105, su Food Network…). Nella foto di anteprima ideatore blog in un’intervista a Igles Corelli a Milano Marittima (Vip Master Tennis precedenti edizioni). Nel nostro blog potete ovviamente rileggere tutti i vari nostri articoli e previsioni sul mondo cibo 2026.
