Dal cuore della Regione Marche arriva una delle proposte più provocatorie e sorprendenti di questa edizione. Ebbene sì, i Capabrò, trio alternative‑pop dall’attitudine irriverente (che avevamo già elogiato in un nostro vecchio post), hanno ufficialmente conquistato l’accesso alle semifinali del San Marino Song Contest 2026. Stiamo parlando della celebre selezione che decreterà il rappresentante della Repubblica di San Marino all’Eurovision Song Contest 2026. La band gareggia con il brano “Lavorare fa schifo”, un titolo che è già diventato un manifesto generazionale.
LA CARICA DEI CAPABRO’: LA BAND MARCHIGIANA ALLA RIBALTA NEL 2026. “IN SEMIFINALE AL SAN MARINO SONG CONTEST PER RAPPRESENTARE SAN MARINO AD EUROVISION 2026”
Tutta la grinta e la carica dei Capabrò sui loro canali social ufficiali. “Incredibile ma vero. Siamo davvero in semifinale al @sanmarino_songcontest per rappresentare San Marino ad @eurovision 2026 con “Lavorare fa schifo”. Il 4 marzo dalle 21.00 ci trovate in diretta sul canale 550 per provare ad accedere alla finalissima. Non sappiamo onestamente cosa dire: San Marino preparati, Europa anche meno”. In bocca al lupo alla nota e pluripremiata band Made in Marche, sicuramente una delle migliori della regione.
Capabrò: una scalata che parte dalle Marche e punta all’Europa nel 2026
Il trio marchigiano (col deus ex machina Diego Brocani) ha già superato con decisione le prime due fasi del concorso, sbaragliando una concorrenza imponente. Eh già, oltre 800 artisti provenienti da più di 40 Paesi. Un risultato che conferma la solidità di un percorso costruito negli anni, tra palchi, festival, chilometri macinati e un’identità artistica sempre più definita. E anche una apparizione, seppur breve, a una vecchia edizione X Factor.
CHI RAPPRESENTERA’ SAN MARINO ALL’EUROVISION 2026?
I Capabrò saranno tra i venti artisti in gara nella prima semifinale del 4 marzo, mentre la finalissima del 6 marzo assegnerà l’ambito pass per rappresentare San Marino all’Eurovision 2026. Una sfida che la band affronta con la consueta ironia, ma anche con una maturità musicale che negli ultimi anni ha trovato piena espressione.

“Lavorare fa schifo”: provocazione, denuncia e liberazione in un unico brano
Il pezzo con cui i Capabrò tentano la scalata europea non è soltanto una provocazione, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. La band lo racconta così:
“Lavorare fa schifo non è solo uno slogan, è una constatazione. Lavorare fa schifo quando il lavoro diventa tutto: identità, dovere, colpa, competizione, sfruttamento. “Abbiamo voluto dirlo ad alta voce – ribadisce Brocani – senza filtri, in un pezzo sporco, vero, cinico e paradossalmente liberatorio”.
Il brano ha già ottenuto un importante riconoscimento nazionale: è infatti vincitore del Premio del MEI 2026 “La Musica è Lavoro”, dedicato al sindacalista faentino Luigi Miserocchi e promosso da FAI CISL Romagna. Un premio che valorizza gli artisti capaci di raccontare il mondo del lavoro con autenticità e profondità.
La poetica dei Capabrò resta coerente con il loro percorso. Nel 2025 hanno pubblicato l’album “Educazione cinica”. Da qui sono stati estratti tre singoli che hanno consolidato la loro identità tra sarcasmo sociale, disincanto e una scrittura diretta e generazionale. Con “Lavorare fa schifo”, la band torna a colpire nel segno: un brano destinato a dividere, far discutere e – probabilmente – far cantare molto più di quanto il titolo lasci immaginare.
“Europa, preparati: i Capabrò stanno arrivando“: l’ironico grido di battaglia della band Made in Marche per il 2026
Non sappiamo se l’Europa è pronta per i Capabrò, ma una cosa è certa: i Capabrò sono pronti per l’Europa. Scusate il gioco di parole… E il 4 marzo, in diretta sul canale 550, potrebbero compiere un passo decisivo verso il palco più iconico della musica europea. fonte/imm.Capabrò locandina. Un forte augurio per il loro percorso verso San Marino! Hanno tutte le carte in regole, a nostro avviso, per Eurovision 2026. Ancora un forte abbraccio e un sincero in bocca al lupo. Come sempre siamo dalla parte del talento e della meritocrazia, valorizzando le storie meritevoli e di successo!

