In vista del 250° anniversario dell’Indipendenza americana il Dott. Massimo Lucidi, noto giornalista, rilancia il dibattito sul contributo italiano alla nascita degli Stati Uniti e ai valori fondanti dell’Occidente. Nel suo nuovo pamphlet storico, il giornalista e Presidente della Fondazione E‑novation ricostruisce un legame spesso sottovalutato: quello tra la cultura italiana – classica, illuminista e risorgimentale – e i principi che hanno ispirato la Dichiarazione del 1776 nonché la Costituzione del 1787. Da Cesare Beccaria, tradotto in 22 lingue e letto dai Padri Fondatori, fino ai riferimenti a Roma e Atene nel modello istituzionale americano, Lucidi evidenzia come l’idea di libertà, bene comune e cittadinanza virtuosa abbia radici profonde nella tradizione italiana. Un filo che unisce San Francesco, Dante, Colombo, Verrazzano e La Guardia ai protagonisti della nascente Unione americana. Cosa ha detto in estrema sintesi? Andiamo per ordine e scopriamo di più.
Il soft power italiano nella costruzione degli USA: Mazzei, Bellini, Vigo e l’eredità dimenticata
Lucidi ha ricordato di recente come il soft power italiano abbia inciso persino nella Costituzione americana grazie a figure come Filippo Mazzei, medico e filosofo toscano naturalizzato in Virginia, amico di Jefferson e promotore dei diritti civili e della tolleranza religiosa. Accanto a lui, Carlo Bellini – prima cattedra di Italiano negli USA – e Giuseppe Maria Francesco Vigo, mercante piemontese che contribuì alla nascita di università e attività economiche. Un modello di eccellenza e sostenibilità che anticipa l’impronta socio‑economica dell’Italia nel mondo. Lucidi denuncia però come queste storie siano state a lungo oscurate da conformismi ideologici e da una narrazione europea che riduce il contributo italiano a meri numeri, ignorando il peso culturale e valoriale della nostra storia. Recuperare queste radici, sostiene, significa comprendere meglio l’identità occidentale e il ruolo dell’Italia nel dialogo transatlantico.
Verso il 2026: valori, libertà e partecipazione per un nuovo dibattito sull’Occidente
Guardando al 2026, Lucidi invita a una riflessione profonda sui valori fondanti dell’Occidente: libertà, centralità della persona, democrazia e pace. Richiama il pensiero di Carlo Cattaneo e il modello repubblicano e federale americano come ispirazione per un’Europa più consapevole delle proprie radici e meno schiacciata dalla burocrazia. Critica inoltre la storiografia ideologica che ha marginalizzato figure come Benedetto Croce, oscurando il contributo liberale italiano al pensiero occidentale. La Fondazione E‑novation, annuncia Lucidi, dedicherà il 2026 a un percorso di confronto internazionale per rafforzare l’asse Italia–Stati Uniti. E nel contempo promuovere un soft power capace di rendere “nomadi” idee, valori e visioni di futuro. Un invito a riscoprire il ruolo dell’Italia nella costruzione dell’Occidente e a partecipare attivamente a un nuovo cammino di pace e giustizia.
