Il Como di Cesc Fabregas continua a sorprendere in Serie A: è legittimo parlare, a nostro modo di vedere, di “Modello Como“. Un team, quello lombardo, che ha dimostrato anche ieri sera col Sassuolo come non sia impossibile scalare in fretta posizioni di classifica. Altro che soffrire di vertigini…. Una piazza che vuol sognare in grande, pur vedendo l’équipe praticamente senza alcun italiano in rosa… (il leader Alessandro Gabrielloni, lo ricordiamo (rileggi al precedente link), è passato di recente in prestito alla Juve Stabia, in serie B). Un gioco concreto e divertente, quello del ‘Cesc Mondiale’, con concezione spagnola.
IL MODELLO COMO CON FABREGAS TRA CORAGGIO E VISIONE: ALTRO CHE TALENTI MADE IN ITALY…
Se vi chiedete dove siano finiti (purtroppo) i talenti italiani, sicuramente a Como vi sapranno rispondere nella maniera migliore. Cesc Fabregas, icona internazionale, ha portato a Como un modello di gioco moderno, offensivo, concreto e coraggioso (niente Inter in estate…). La squadra, composta interamente da stranieri, dimostra che il progetto Como è globale e ambizioso. Un gioco spagnolo, internazionale, divertente, non smetteremo mai di ribadirlo. La città si ritrova al centro delle cronache sportive, con il brand“Como” che diviene a tutti gli effetti sinonimo di rivoluzione calcistica. La cosiddetta “vertigine della vetta” non è soltanto sportiva. E’ una sorta di rivoluzione culturale in Italia, una “Football Revolution” identitaria, un segnale tangibile che, grazie al team di Cesc, il calcio in Serie A sta cambiando in qualche modo pelle e approccio.
IL COMO NON VUOLE FERMARSI: CON FABREGAS (E CON QUESTO LIVELLO DI GIOCO) E’ DIFFICILE PORSI LIMITI…
La società ha speso (eccome!) sul fronte calciomercato in estate. Ma, eccezion fatta per l’ex Milan e Juve Alvaro Morata, non appaiono in rosa calciatori dal nome “importante” o fuoriclasse. Nico Paz lo sta diventando (dopo una scorsa stagione incredibile a livello di performance) ma non è considerato da tutti gli addetti ai lavori un top-player assoluto (almeno per il momento). Che altro aggiungere… Complimenti sinceri al team di Fabregas.
Certamente il Como non vuole fermarsi. La Serie A scopre una nuova protagonista, capace di ribaltare gerarchie e di imporsi come vera e propria case-history. Una squadra tenace, determinata, con grande mentalità. Il tutto grazie a un allenatore caparbio e visionario che, come un vero “Re Mida”, vuol trasformare le cosiddetti “vertigini” in energia. Così i tifosi del Como possono sognare. D’altronde, sognare non costa nulla. Nella foto di anteprima Cesc Fabregas (in versione relax) durante la scorsa estate a Forte dei Marmi, nella splendida Versilia.

CESC FABREGAS, ALESSANDRO GABRIELLONI E QUELLA STATUA ALLO STADIO…
Come recentemente riportato anche dal portale ufficiale del club, quando il Como 1907 ha svelato sui propri canali social un busto dedicato al bomber Gabrielloni, la news sembra aver colto molti di sorpresa. Il bomber di Jesi, arrivato in Serie D e protagonista di una scalata di quattro categorie con la divisa del Como, era appena partito in prestito alla Juve Stabia (Serie B). Eppure, nella medesima settimana dei saluti (temporanei), il club comasco ha annunciato qualcosa di duraturo ovvero una statua. E che statua… Una bella sorpresa da parte di Cesc, squadra e società.
L’opera bellissima e autentica, scolpita nel candido marmo di Carrara, troverà posto nei pressi dello stadio Sinigaglia, quale ricordo permanente di un calciatore che ha mixato nel modo migliore la propria carriera con la storia della città. Per Ale “Gabrigol” Gabrielloni, che ha da poco rinnovato il contratto fino all’annata 2028, il gesto ha un valore sicuramente nitido e profondo. “Non è la fine…”. Eh sì, perché il futuro immediato lo vede con la maglia della Juve Stabia, ma Como resta casa.



