Oggi, sabato 25 ottobre 2025, si celebra in grande stile il famosissimo World Pasta Day 2025. Il riferimento è alla giornata mondiale interamente riservata all’emblema gastronomico Made in Italy per eccellenza (pasta e pizza connubio sempre vincente a nostro modo di vedere…). Ma oggi la pasta è molto più di un semplice piatto. E’ ritenuto dagli addetti ai lavori un fenomeno internazionale, globale. Una vera e propria icona di stampo culturale. Un business in espansione… Ecco perché parlarne oggi significa cavalcare un trend che unisce food, lifestyle, sustainability e innovation.
Pasta: un mercato da miliardi con l’Italia al top nel mondo
Il mercato globale della pasta ha superato ormai da tempo, secondo alcuni dati, i 20 miliardi di dollari e continua a crescere. L’Italia resta leader mondiale per produzione e consumo pro capite, ma la domanda esplode anche in aree quali Asia, America Latina e Africa. In altri termini, sempre secondo specifici dati, nell’annata 2024 l’Italia ha confermato il suo primato “Top” a livello globale sul fronte produzione, export e consumo di pasta (lo dice Unione Italiana Food).
Da qui in avanti, sulla base del concetto di customer satisfaction o meglio ancora rispecchiando le nuove tendenze e scelte di stakeholder e consumatori finali (ci sono come sappiamo nuove “mode” in tal senso), potranno crescere ancora di più i cosiddetti format di tipo alternativo. Stiamo parlando ad esempio di bio based, plant based, gluten free (senza glutine), pasta proteica, a base di alghe o integrale. Benessere e sostenibilità mix vincente.. Le varie realtà imprenditoriali potranno rispondere in bello stile con grani antichi, trafilature di tipo artigianali e packaging compostabili (sempre nel segno della sostenibilità, dell’inclusività, del green…).
Trend 2026: la pasta è social, green e “smart”
Oggi la pasta è protagonista anche sui social: l’hashtag #WorldPastaDay (World Pasta Day 2025) è in tendenza su vari sociali quali Instagram e TikTok. Chef, cuochi, influencer, giornalisti e utenti social condividono piatti regali, creativi, spettacolari. Ricette ad hoc e reinterpretazioni locali che rendono speciale, ancor più magica e calorosa, questa ‘sentitissima’ giornata. La pasta diventa contenuto visivo, visual. Diviene puro storytelling, identità allo stato puro. Ma è (e sarà sempre) anche all’insegna del fattore innovazione. Startup food-tech sembrano voler sviluppare sempre di più la cosiddetta pasta stampata in 3D, arricchita con superfood o prodotta con scarti alimentari per ridurre l’impatto ambientale. Green e sostenibilità, come sempre, mix esplosivo da tenere sotto controllo…
Cultura agroalimentare e contaminazione: un linguaggio universale…
Ogni nazione ha ormai adottato e adattato il prodotto ‘pasta’. In Asia, specie Giappone, si colora di tè matcha. In Messico si sposa con il mole, in Africa (specialmente Nigeria) si arricchisce di spezie originali, autentiche, locali. La pasta insomma sta diventando a tutti gli effetti un linguaggio universale. Il tutto con la capacità di narrare al meglio, di raccontare storie, culture e territori.
Nel Bel Paese ogni regione ha il suo formato e il suo rituale: orecchiette in Puglia, pici in Toscana (le abbiamo mangiate più volte, e vi garantiamo sono davvero eccezionali), freschissime trofie alla ligure… Ma la contaminazione costituisce a pieno ritmo il futuro: carbonara di tipo vegetale (o meglio vegana), ramen all’amatriciana, fusilli al curry, tanto per citare un esempio. E, oggi più che mai, celebrare il prodotto ‘pasta‘ significa parlare al mondo, con l’inimitabile stile Made in Italy (rileggi anche uno dei nostri focus su tendenze food 2026). Che altro aggiungere… Siamo la cucina migliore al mondo… Sempre W il Made in Italy, W l’eccellenza italiana.
