Italvolley campione del mondo 2025 nel segno di Julio Velasco: sconfitta ieri la forte Turchia per 3 set a 2. Oggi vogliamo riproporre l’intervista esclusiva da noi realizzata, in tempi recenti, a Julio Velasco. Un vero fuoriclasse dello sport internazionale, partito da Jesi nel lontano 1983 (debutto in Italia in Serie A2, alla guida del Volley Jesi, nell’ostico parquet di Catania). Oggi, lo vogliamo ricordare, la città di Jesi si fermerà per il funerale di Anna Virginia Vincenzoni Casoni. Stiamo parlando della straordinaria moglie del primo patron italiano di Velasco (in Italia, a Jesi) Sandrino Casoni, scomparsa nei giorni scorsi. Di seguito l’intervista realizzata a Julio Velasco un anno fa. Sull’arrivo di Velasco a Jesi (e sul suo primo anno italiano) abbiamo realizzato in esclusiva un pluripremiato saggio/libro e ne avevamo parlato in svariate circostanze, anche su Radio 24 e Radio Radio.
JULIO VELASCO IL RE MIDA DEL VOLLEY INTERNAZIONALE: DA JESI ALLA CONQUISTA DEL MONDO
E’ un ‘Re Mida’ Julio Velasco carico e determinato quello intercettato in occasione della Pasqua 2024. Una bellissima Pasqua trascorsa in Argentina, prima di iniziare a pieno ritmo il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi Parigi 2024. In altri termini, un Julio Velasco versione “Leader Calmo”. Approfittando di qualche giorno di meritato relax, abbiamo scambiato quattro chiacchiere in esclusiva con il ‘Re Mida’ del Volley Mondiale, Prof. Julio Velasco. La sua carriera italiana partì ben 41 anni fa, alla guida della Tre Valli Volley Jesi (matricola della Serie A2, stagione 1983-84).
Buongiorno Julio e grazie per la disponibilità… Abbiamo realizzato in esclusiva un pluripremiato saggio sul suo primo anno in Italia, a Jesi nel 1983. Che ricordi ha di quel fantastico volley Jesi, club dal quale partì la sua incredibile carriera da allenatore?
“Ricordo bene quando feci la prima riunione con i giocatori: io avevo chiesto di allenare 3 ore (l’allenamento del team jesino durava 2 ore a quel tempo, ndr). Le donne di un’altra società locale finivano di allenarsi in palestra (Carbonari, ndr) alle ore 21. E allora chiesi di poter allenare dalle 20 alle 21 nel corridoio della palestra che è una specie di L, con riscaldamento e preparazione fisica. Poi, dalle 21 alle 23, con la palla. I dirigenti dissero subito che i giocatori del club non erano professionisti di Serie A e non avrebbero assolutamente accettato questa richiesta.
Ricordo che, poco dopo, i giocatori uscirono da questa riunione, insieme al Presidente Sandrino Casoni e all’allora direttore sportivo Beppe Cormio. Questi due, in particolare, si erano un pochino ‘straniti’: erano stupiti e protestavano molto, dicendo: questo Julio è un pazzo, andiamo via… Alla fine, senza così tanti problemi, iniziammo ad allenarci dalle 20 alle 23….”
Quanto si sente legato alla città Jesi e a personaggi come Giuseppe ‘Beppe’ Cormio (attuale dirigente Lube Volley) e all’indimenticato Sandrino Casoni? Che aneddoti può svelarci in merito?
“Beppe faceva part-time, lavorava infatti in una società di assicurazione. Ma era sempre presente e già a partire dalle ore 18 era operativo, anche il fine settimana. Insomma, era molto efficace ed efficiente nel suo lavoro. Ma ricordo anche l’allora Presidente Sandrino Casoni, una grande persona… Il suo era vero amore nei confronti della pallavolo pallavolo, e basta. Di presidenti come lui non se ne trovano più… Sandrino mi accoglieva a casa sua molte volte, anche quando io ero da solo. Ricordo che le mie figlie andavano a giocare con i suoi figli. Io e il Presidente giocavamo molto spesso a biliardo. Riassumendo, era una persona di poche parole ma di straordinaria presenza affettiva per il sottoscritto che era al primo anno in Italia con la famiglia…”.
VELASCO A JESI: DUE ANNI INDIMENTICABILI. “DISSI ALLA DIRIGENZA CHE I GIOVANI…”
Due anni indimenticabili alla guida del Volley Jesi: il primo da matricola con il vice-allenatore Alberto Santoni, il secondo insieme all’altro coach jesino Paolo Giardinieri… Può farci un breve confronto tra queste due stagioni?
“Al primo anno (1983/84) la squadra me la sono praticamente trovata. Erano per la maggior parte giocatori esperti che avevano giocato a Falconara. Nel secondo anno, invece, siccome abbiamo rischiato di salire in A1 la stagione precedente, dissi ai dirigenti che sarebbe stato un disastro andare in A1 per una società piccola in queste condizioni. Chiesi dunque ai dirigenti: per sapere se siamo veramente in grado di andare in serie A1, dobbiamo fare innanzitutto il girone nord e non il sud (il nord era molto più duro del sud, ndr). Seconda cosa, dobbiamo disputarlo con una squadra giovane; ciò in modo tale che, se andiamo in A1, con pochi innesti si potrà mantenere la categoria… Il mio messaggio era chiaro: se vinciamo l’A2 nel girone sud, in A1 c’è poi da rifare la squadra e questo non serve, anche perché magari si riscende subito l’anno dopo…
A parte queste considerazioni, abbiamo presto iniziato a lavorare sul mercato. Con Beppe Cormio parlavo tutti i giorni e insistevo spesso: gli dicevo che avrebbe dovuto cercare ed ingaggiare giocatori della nazionale Juniores… Lui mi rispose che era impossibile. Ma io replicavo subito, dicendo che doveva insistere e basta… Ricordo che abbiamo chiamato Bagnacavallo per Gardini: ci dissero di metterci in fila perché c’erano 3 o 4 squadre di A1 interessate… Gardini sarebbe andato poco dopo a Torino da Prandi… Alla fine abbiamo preso ragazzi di un altro livello perché a quel livello non potevamo davvero arrivare. Sicuramente io ero un pochino ingenuo in quel periodo, non conoscevo il contesto italiano…”
Dall’Argentina a Jesi: fu subito amore per la città a primo impatto?
“Della città di Jesi ricordo bene il corso. Per me la ‘cosiddetta’ passeggiata era una grande novità, quella di trovarsi per strada e avere questo ‘appuntamento’ con la camminata… Spesso portavo anche mia figlia più piccolina lungo Corso Matteotti perché le piaceva prendere le olive con la coca cola. Lungo il corso incontravamo un po’ tutti. Questo era il momento più sociale anche perché, per il resto, io facevo solo casa e lavoro in palestra…”
JULIO VELASCO DA JESI: “MAI MI SAREI ASPETTATO TUTTO QUESTO…”
Si sarebbe mai aspettato questa straordinaria carriera partita proprio da Jesi: dalla città del Verdicchio alla conquista del mondo…?
“Assolutamente no, non mi sarei mai aspettato tutto questo… Io avevo come massima aspirazione allenare almeno un anno in serie A1, prima di tornare in Argentina. Questo era il mio obiettivo… La prima scuola di A1 è stata la Panini Modena. E non mi aspettavo neanche che mi chiamasse la Panini”
Grazie Julio. “Un saluto caloroso a tutto il popolo di Jesi”. Sotto la recente puntata di Radio24 Sole 24 Ore (potete risentirla anche al link precedente) dove l’ideatore blog è stato ospite per parlare del primo Velasco Italiano (fonte canale YouTube Volleyball.it).
JULIO VELASCO LIBRI: IL SAGGIO PLURIPREMIATO DELL’IDEATORE BLOG VINCITORE ANCHE DEL PREMIO NAZIONALE FILOSOFIA 2025
Siamo orgogliosi: il nostro saggio esclusivo sul primo anno italiano di Julio Velasco (1983) è riuscito negli anni ad aggiudicarsi vari premi e riconoscimenti. Tra questi anche il premio nazionale di Filosofia 2025 nei mesi scorsi a Certaldo. Che altro dire, tutti in piedi per il Re Mida.






